MA L’INSALATA NASCE IN BUSTA? RIPENSA LA MENSA

FORMICHE NEL PANE

Il mio gnomo non mangia a scuola. E’ una mia scelta: posso essere a casa ad ora di pranzo e allora preferisco tenerlo con  me ma tanti genitori – la maggior parte – non hanno questa possibilità. Far mangiare i figli a scuola è una necessità perché loro sono a lavoro e una baby sitter costa decisamente troppo di questi tempi. Ma se cucinare è un modo per prendersi cura delle persone che amiamo, se è un atto d’amore – soprattutto verso i nostri figli – è giusto interrogarsi su cosa mangiano i nostri figli a scuola, è giusto pretendere trasparenza, chiarezza, affidabilità. Le sento – fuori scuola, al mattino – le mamme dei bimbi “refezionati” lamentarsi che i bimbi a scuola non mangiano volentieri (non tutti, ma una buona parte), le vedo storcere la faccia di fronte a dei menù non sempre adatti a bimbi la cui età è compresa tra i 3 e i 10 anni. Mi sono chiesta se le mamme della scuola comunale di mio figlio sono particolarmente schizzinose ma sembrerebbe di no se proprio da Napoli è partito su Fb un gruppo (di mamme, ma non solo) che si chiama RIPENSA LA MENSA. E allora oggi – metto da parte ricette e consigli – e vi parlo di loro perché questo è un tema comune a tanti e perche le iniziative che partono dal basso (espressione ormai che “sa di antico”) continuano ad emozionarmi e a farmi pensare che le cose, insieme, possono essere cambiate o quanto meno ci si può provare.

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