Ponte dell’Immacolata 2016

Se penso a quando quasi quattro anni fa ho aperto questo blog, a cercare col lanternino cosa si potesse fare in famiglia a Napoli, certa però che questa già era, e sempre più poteva diventare, città per i bambini e per le bambine…. quasi non ci credo! Le iniziative per i bambini e per le famiglie si sono moltiplicate. 

Più che un post per il ponte (in effetti siamo a ponte inoltrato), è un post di gioia mentre, come se aprissi gli occhi per la prima volta, vedo le tante possibilità che sono nate intorno a noi.

Usciamo a goderci la città… Le idee sono qui –>

https://napoliperbambini.com/agenda/

Il ricordo di Valeria tra Venezia e Napoli

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Il Gazzettino di Venezia (24/11/2015): l’intervista alle mamme napoletane

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Il Gazzettino di Venezia (19/11/2015)

Oggi, nel giorno del saluto di Venezia (e di tutta Italia) a Valeria Solesin, il quotidiano della sua città dedica un ricordo “napoletano” alla giovane dottoranda che due anni fa incontrò le nostre mamme.

Quando il giornalista veneto Paolo Navarro mi ha contattato perché come tanti sentiva il desiderio di conoscere meglio la vita e la personalità di questa sfortunata e straordinaria ragazza, mi è venuto in mente che anche io avrei voluto ascoltare il racconto di quegli incontri a cui non avevo potuto partecipare. E mi è venuto in mente anche che, attraverso le pagine di quel giornale, il nostro saluto sarebbe sicuramente arrivato alla famiglia e al compagno di Valeria, colui che l’aveva stretta a sé negli ultimi drammatici momenti. Perciò ho accettato con entusiasmo l’idea della “intervista alle intervistate”.

Leggendo i racconti di Elisabetta e Alessandra pian piano mi si è sovrapposta all’immagine angosciosa che si era fissata nella mente leggendo sui quotidiani i dettagli dei suoi ultimi momenti, l’immagine di una ragazza tostissima 🙂 pronta a andare a casa di perfette sconosciute (per di più… napoletane!! lei, veneta); ma anche una ragazza sensibile e disposta ad ascoltare “con delicatezza” (come scrive Alessandra) noi mamme imperfette, calandosi in un ruolo che non era (ancora) il suo (le mamme lavoratrici italiane… brrr tutto un programma!); ho capito meglio, insomma, anche la scelta di quel nome facebook che mi aveva contattato due anni fa: Valeria “Sole”.

Un Sole corredato dall’allegra foto-profilo di una ragazza che fa una capriola.

 

La voglio ricordare così. Una ragazza -tosta e sensibile- tra Venezia, Napoli e Parigi, in lotta per un mondo migliore per le donne. E che il suo “Allez les filles au travail! (Forza ragazze al lavoro)” sia l’auspicio di un cambiamento per le donne e per famiglie, perché secondo le parole di Valeria «in un contesto europeo in cui si promuove l’occupazione femminile non si possono ignorare le conseguenze dell’arrivo dei figli sull’attività professionale delle donne» ed è da auspicare «una maggiore condivisione delle responsabilità familiari e professionali tra le donne e gli uomini in entrambi i paesi».

Ecco l’articolo di oggi.

***

(di Raffaele Rosa, da Il Gazzettino di Venezia, 24/11/2015)
Le mamme del blog di Napoli che parteciparono a una ricerca

«Ci fece riflettere sul nostro ruolo»
«Una ragazza molto disposta ad ascoltare, poco invadente ma tanto aperta al mondo e alle sue sfaccettature». Elisabetta è una mamma di due bambine. Abita a Napoli e due anni fa ha conosciuto Valeria Solesin durante un suo viaggio di ricerca nella città partenopea, scelta con Firenze e Venezia, per intervistare alcuni genitori disposti a raccontare la loro storia familiare in modo da fare una comparazione tra Francia e Italia su desiderio dei figli, maternità e conciliazione tra lavoro e famiglia. «Quando lessi, con altre mamme, la sua mail sul blog “Napoli per bambini” provai subito una certa simpatia per Valeria – racconta Elisabetta – Ero felice che ci avesse contattato per la sua ricerca perché anche io avevo compiuto il suo percorso di studi ed avevo fatto il dottorato a Parigi. Ricordo molto bene quella giornata, era il dicembre 2013. Lei venne a casa mia, incontrò me, mio marito e la mia primogenita che allora aveva un anno e mezzo. Un pomeriggio trascorso a parlare non solo del tema della ricerca ma anche di Parigi, della differenza tra il fare ricerca in Italia e in Francia, della gestione familiare e del ruolo di madre e padre». Di Valeria che ricordo le resta? «Una ragazza molto determinata, con nessun problema di relazionarsi, anzi, ha saputo subito creare un feeling perfetto grazie alla sua grande disponibilità, apertura, ma anche conoscenza. Quando ho visto la sua faccia al telegiornale mi è venuto un colpo al cuore. Una notizia agghiacciante che ha colpito tutte le mamme del nostro blog che l’avevano conosciuta. Ci è sembrato fosse morta una di noi, una come noi». Il blog Napoli per bambini nei giorni scorsi ha dedicato un post a Valeria con le testimonianze di altre mamme che l’avevano conosciuta quel giorno. «Poche domande e una gran voglia di ascoltare – scrive Alessandra -. Ci diede la possibilità di fermarci e riflettere su di noi, con una delicatezza straordinaria. La ricordiamo con affetto e gratitudine, pur sapendo che nessun ricordo e nessuna parola in questo momento possono alleviare il dolore dei suoi cari e dare un senso a quanto accaduto».

 

Ciao Valeria la dottoranda delle interviste

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Valeria Solesin mi aveva scritto due anni fa su questo blog. Poco dopo incontró e intervistó alcune mamme di Napoli sul suo argomento di dottorato, la genitorialità e la possibilità di conciliare famiglia e lavoro per le donne: un figlio o due? confronto tra Italia e Francia.
Mamma Eli ci ha scritto che è lei l’italiana uccisa al Bataclan. L’ha riconosciuta lei perché era fra le mamme intervistate all’epoca e chissà se oltre lei Valeria aveva incontrato e intervistato anche altre mamme napoletane (nel post su facebook si erano rese disponibili a incontrarla anche Fatima e Alessandra). Scrive Eli:

“Valeria Solesin, la dottoranda veneziana uccisa al Bataclan di Parigi venerdì sera, aveva scritto due anni fa su questo blog alla ricerca di giovani genitori da intervistare nell’ambito delle sue ricerche di dottorato, dedicate alla conciliazione tra lavoro e famiglia in un confronto tra Italia e Francia. Ci eravamo volentieri lasciati intervistare da lei un pomeriggio a casa nostra a Napoli e avevamo trovato le sue ricerche davvero interessanti. Ci dispiace tantissimo che non sia riuscita a portarle a termine. Ringraziamo il blog di Laura per averci fatto conoscere, seppur brevemente, una ragazza così in gamba. “

Scrive anche Alessandra di Mammamà:

“Valeria Solesin aveva contattato anche mammamà e intervistato alcuni di noi.
Ricordo l’incontro a casa, lunghissimo e piacevole. Poche domande e una gran voglia di ascoltare.
Ci diede la possibilità di fermarci e riflettere su di noi, con una delicatezza straordinaria.
La ricordiamo con affetto e gratitudine, pur sapendo che nessun ricordo e nessuna parola in questo momento possono alleviare il dolore dei suoi cari e dare un senso a quanto accaduto.”

Avrei voluto leggere un giorno il nome di Valeria accanto al titolo della sua ricerca di dottorato, il cui interessantissimo assunto traduco sotto: è il mio omaggio a lei.

Quando mi contattò confesso l’ho un po’ invidiata, libera e bella a Parigi, a intervistare noi qui a fare le mamme e a sentirci per la maggior parte di noi perennemente inadeguate tra famiglia e lavoro; mi sono venuti in mente i lontani anni del mio Erasmus. Stasera non riesco a togliermi da dosso una tristezza infinita. Mi auguro che il mio messaggio, con quello di Eli che ho scritto sopra, possa arrivare a chi le voleva bene e possa essere per loro una piccola lieve carezza. Speriamo tutti che arrivi presto un mondo di pace, quello per cui si era battuta la stessa Valeria nei suoi anni con Emergency.

Argomento di ricerca di Valeria Solesin, Paris I.

Uno o due figli ? Analisi dei determinanti della fecondità in Francia e in Italia.

Francia e Italia sono due paesi che si contrappongono per quanto riguarda la fecondità e l’attività femminile. L’indice congiunturale di fecondità è di 2 figli per donna in Francia contro 1,4 in Italia. Riguardo il tasso di impiego femminile, esso è superiore alla media europea nel primo stato, ma inferiore nel secondo. Alla luce di tali differenza, un confronto dei comportamenti di fecondità tra questi due paesi si rivela interessante. Si tratterà di studiare l’impatto di una prima nascita sull’attività delle donne per interessarsi in seguito delle intenzioni di fecondità nella coppia che ha già un bambino. Per fare ciò, ricorreremo a un approccio nello stesso tempo quantitativo (a partire dalle ricerche Generations and Gender Survey, Familles et Employeurs per la Francia e Indagine Campionaria sulle Nascite per l’Italia) e qualitativa, attraverso interviste a coppie francesi e italiane al fine di indagare la questione della conciliazione famiglia-lavoro.

 

Gli articoli del GAZZETTINO DI VENEZIA.

Tariffe family sui bus di Napoli: aria nuova!

19/01/15: l'Assessore alle Infrastrutture del Comune di Napoli annuncia che sta lavorando alle "tariffe family"!

19/01/15: l’Assessore alle Infrastrutture del Comune di Napoli annuncia che sta lavorando alle “tariffe family”!

Finalmente qualcosa sta forse per cambiare nelle tariffe del trasporto pubblico per le famiglie di Napoli!

L’Assessore alle Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità del Comune di Napoli, Mario Calabrese, afferma oggi in un nota che “sono allo studio” (queste parole ci fanno ben sperare!) le seguenti questioni:

– l‘ampliamento della fascia di età gratuita (ad oggi 0-5)

– l’eliminazione del limite di un solo bimbo gratis a genitore per gli 0-5

– l’ introduzione di “tariffe familiari”

L’attuale situazione tariffaria, rimasta immutata anche dopo il recente “pensionamento” di Unico Campania, ci è sempre sembrata ingiusta.

Ne hanno parlato anche altri genitori di Napoli.

Perché un bambino delle elementari (6-10 anni) non paga il biglietto sui mezzi pubblici a Milano e a Roma…. e a Napoli (e in Campania) sì?

Perché qui se io viaggio con due bimbi piccoli (sotto i 6 anni) uno deve pagare… e nel resto d’Italia no?

E’ così da anni e i nuovi biglietti potevano essere un’occasione per cambiare le cose.

Fino al 2014, inoltre, non c’era una regola unica tra metro, funicolare e bus. Un vero caos: in particolare per la Metro 2 (regionale) non c’era se non una specie di regolamentazione non scritta (per lo meno io non l’ho mai trovata ma i bigliettai mi assicuravano che era così), ossia gratis sotto i 100 cm (3-4 anni!).

Da gennaio 2015 il nuovo sistema tariffario regionale ha unificato il sistema delle agevolazioni tariffarie, aspetto positivo questo, ma l’ha realizzato estendendo anche alla metro 2 le misure ANM di cui sopra.

Sono quindi partite molte mail, anche da “Napoli Per Bambini”, per sollecitare l’Assessore Regionale Vetrella sulla questione.

Non so se agli altri sia arrivata risposta, a me no.

L’Assessore al Welfare (ossia Politiche Sociali) del Comune di Napoli, Roberta Gaeta, invece, ha inoltrato la nostra mail, appoggiando questa causa delle famiglie di Napoli presso l’Assessorato comunale alle Infrastrutture, che proprio oggi ha comunicato la nota.

Forse abbiamo contribuito a fare presente la questione? ci piace pensarla così 🙂

Ma l’importante non è questo: è che qualcuno sta ascoltando la voce dei più piccoli, le Istituzioni non sono sempre sorde e mute come le si dipinge, si vuole forse contribuire ad educare sin da piccoli alla mobilità sostenibile, incentivando un risparmio economico per le famiglie, che può a sua volta tradursi in un beneficio per la salute di tutti!

Ora aspettiamo (incrociando le dita!) che i lavori dell’Assessorato del Comune di Napoli arrivino a buon fine: le cose potranno così cambiare, ma solo per il Comune di Napoli finché l’Assessore Regionale non si muoverà nella stessa direzione.

E naturalmente ci auguriamo che le metro e i bus passino sempre più frequentemente! 😉

Week end 17-18 gennaio e 2 ANNI!

napoliperbambini2anni

In questo week-end Napoli per Bambini compie 2 anni con 3.000 like186.000 visite (169.000 solo in quest’ultimo anno) e oltre 300 post. E per un argomento che doveva essere “di nicchia” (“tanto, capirai, che c’è da fare a Napoli in famiglia??”) le previsioni sono state ampiamente rovesciate! Non solo la domanda (delle famiglie) è tanta, ma l’offerta (istituzioni e singole iniziative) è ormai davvero consistente (forse anche stimolata da questa nuova circolazione di idee) e Napoli diventa sempre più poco a poco “città per bambine e bambini”. Nessun confronto da temere con le altre città, l’ho notato confrontandomi spesso con analoghi siti di altre città.

Il post della settimana inizia perciò col ringraziamento a tutte le famiglie che ci seguono, perché è anche grazie alla rete che si è creata che le informazioni iniziano a circolare più efficacemente; e un grazie speciale a quei genitori che, in modo spontaneo e volontario, danno una mano al sito e al googlecalendar, con entusiasmo e tanta competenza “di settore”!

Infatti: chi più di un genitore, ne sa della  “Napoli per Bambini”? 😉

E dopo questo piccolo spazio di gloria 🙂 passiamo al week-end

PS: se volete contattarci: napoliperbambiniCHIOCCIOLAgmail.com

Un week end pieno di letture con (sabato) la tombola di Nati per Leggere al PAN, lo ScambiaLibro a Caserta, le Merende Letterarie alla Ubik, fiabe, musica, cibo e integrazione a Scampia e (domenica) letture alla Feltrinelli e in Masseria a Capua.

E poi: musica con l’appuntamento vomerese;  il  balletto Peter Pan al Teatrino di Corte (per chi ha seguito i nostri consigli prima del “tutto esaurito”); i laboratori di storia (sui Mesopotamici a Pompei e sui Vichinghi a Quarto); la caccia al tesoro alla Scuderia dei Piccoli di Agnano; l’origami da “Io ci sto” al Vomero.

Tutto in AGENDA e qui sotto.

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