Piove, fa freddo e…sta per arrivare il carnevale: costumi e chiacchiere.

Difficile ingannare il tempo con i bimbi in giornate come questa e allora oggi 2 suggerimenti al posto di uno solo.

Il mio gnomo non ama travestimenti, maschere, burattini anzi – a dirla tutta – lo terrorizzano e allora per cercare di aiutarlo a superare questa sua paura sono partita da qualcosa che, invece, gli piace molto: cucinare con me. Lui ha già il suo grembiule ma – complice il Carnevale e l’arrivo della festa a scuola – gli ho proposto di fare insieme “tutto” il vestito del cuoco.

cuoco vestito

Per il cappello vi servirà solo del cartoncino (io l’ho preso bianco) e della carta crespa o della carta velina colorata. Dal cartoncino dovete ricavare una striscia lunga quanto la circonferenza della testa del vostro bimbo, chiudetela con una spillatrice e sempre con la pinzatrice attaccate la carta colorata cercando di ricreare l’effetto morbido della toque (il cappello degli chef, appunto). Lo gnomo ha deciso che il suo cappello doveva essere giallo.

La bandana del mare è diventata il foulard da mettere al collo e una maglietta bianca a maniche lunghe (di una taglia più grande), la casacca da cuoco. Ho lasciato che fosse lui a disegnarci i doppi bottoni con un pennarello da stoffa nero. Non erano proprio diritti…ma lo gnomo si è divertito. Io ho aggiunto – con lo stesso pennarello – solo un finto colletto da camicia alla coreana.

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MA L’INSALATA NASCE IN BUSTA? RIPENSA LA MENSA

FORMICHE NEL PANE

Il mio gnomo non mangia a scuola. E’ una mia scelta: posso essere a casa ad ora di pranzo e allora preferisco tenerlo con  me ma tanti genitori – la maggior parte – non hanno questa possibilità. Far mangiare i figli a scuola è una necessità perché loro sono a lavoro e una baby sitter costa decisamente troppo di questi tempi. Ma se cucinare è un modo per prendersi cura delle persone che amiamo, se è un atto d’amore – soprattutto verso i nostri figli – è giusto interrogarsi su cosa mangiano i nostri figli a scuola, è giusto pretendere trasparenza, chiarezza, affidabilità. Le sento – fuori scuola, al mattino – le mamme dei bimbi “refezionati” lamentarsi che i bimbi a scuola non mangiano volentieri (non tutti, ma una buona parte), le vedo storcere la faccia di fronte a dei menù non sempre adatti a bimbi la cui età è compresa tra i 3 e i 10 anni. Mi sono chiesta se le mamme della scuola comunale di mio figlio sono particolarmente schizzinose ma sembrerebbe di no se proprio da Napoli è partito su Fb un gruppo (di mamme, ma non solo) che si chiama RIPENSA LA MENSA. E allora oggi – metto da parte ricette e consigli – e vi parlo di loro perché questo è un tema comune a tanti e perche le iniziative che partono dal basso (espressione ormai che “sa di antico”) continuano ad emozionarmi e a farmi pensare che le cose, insieme, possono essere cambiate o quanto meno ci si può provare.

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E la Befana non fa merenda?

lecca-lecca

Il mio gnomo proprio non ci può credere che dopo Babbo Natale ci sia qualcun altro disposto ad elargire giocattoli….La Befana, dunque, è la sua nuova eroina. Del resto l’anno scorso era ancora troppo piccolo (2 anni) per fare tutte queste distinzioni.

E se a Babbo Natale, la sera delle Vigilia, sotto l’albero, abbiamo lasciato latte e biscotti, giustamente il piccolo uomo mi ha chiesto di preparare qualcosa anche per la Befana. E dato che – cito – “La Befana è stata buona perchè porta i giochi a me”, bisogna lasciare anche  a lei caramelle e non carbone.

E quindi – eccoci qui – con la prima ricetta dell’anno e l’ultima di queste feste. Del resto pare che questo primo fine settimana di gennaio il meteo non sarà dalla nostra parte per cui c’è da inventarsi qualcosa per intrattenere i nostri bimbi in casa.

Ciò di cui lo gnomo si meraviglia sempre quando pasticcia con me è che in cucina tutto si trasforma: le briciole di pan di spagna con un po’ di panna e cacao diventano la base dei nostri cake pops; con gli spinaci frullati possiamo colorare l’impasto degli gnocchi; acqua, farina e lievito e abbiamo la pizza e, così, per continuare a stupirlo e soprattutto ad appassionarlo, gli ho proposto di fare i lecca lecca da lasciare alla Befana. Da una sostanza liquida ad un composto solido.

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A Natale, solo biscotti? Facciamoci il grembiule da piccoli cuochi.

Oggi ultimo giorno di scuola. Da domani e fino al 6 gennaio i vostri pargoli sono tutti per voi…..Bello, bellissimo ma come tenerli impegnati? Se poi decide di mettersi di mezzo anche il tempo e non si può uscire a passeggiare, l’impresa diventa davvero ardua. Provo a lanciarvi una proposta. Dato che saranno stanchi di biscotti da appendere sull’albero di Natale, omini di pan di zenzero e cup cake o muffin da infornare e dal momento che ci siamo lasciati dicendo che una cucina deve anche essere “a misura” di bambino se vogliamo coinvolgerli in attività culinarie, perché non preparare con loro il proprio grembiule da piccoli cuochi? Può diventare anche un’idea da regalare per un nipotino o il figlio di una cara amica.

Vi basteranno nastro adesivo per tessuti, cordoncini, stracci da cucina e tovaglioli che non utilizzate più. Lo straccio deve essere possibilmente rettangolare: ai vostri figli chiedete di ripiegare verso l’interno i due angoli superiori e aiutateli ad attaccarli con del nastro adesivo specifico per stoffe. A voi, invece, cucire i cordoncini per il collo e la vita. Anche i cordoncini possono essere ricavati da vecchi canovacci o fazzoletti. Vi consiglio di utilizzare tessuti a tinta unita così che poi le decorazioni le possano fare loro. Basteranno dei cartoncini colorati su cui disegnare tanti utensili da cucina che, una volta ritagliati, potranno essere applicati con lo stesso nastro adesivo utilizzato all’inizio. Con uno straccio riuscite a fare sicuramente un grembiule per un bimbo di 4 anni, ma se il vostro gnomo ha un’età compresa tra 1 e 3 anni, vi basterà anche un grosso tovagliolo. In questo caso sarà necessario piegare verso l’interno una sola estremità.

L’idea mi è venuta curiosando sul sito di Stephanie Lynn. Qui trovate l’idea di base mentre per le decorazioni – come ho fatto io con lo gnomo – potete dare sfogo alla fantasia dei vostri bimbi: colori per tessuti, fiocchi, anche la stessa pasta. Farfalle e rigatoni sono perfetti per creare decori.

Lasciateli pasticciare e divertitevi con loro.

Lucia, mamma di un bimbo di tre anni, appassionata di cucina per bambini, con Le Cugine adora far pasticciare i bambini in cucina. Ogni settimana ci porterà nel suo mondo fatto di cose buone da comprare, cucinare e mangiare insieme ai bambini. Con un occhio al nostro territorio e alle nostre tradizioni!