Bimbi all’Archeologico: ne parla Artribune


La nuova rubrica di Artribune dedicata alla didattica museale inizia con in Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Sono una fan di queste iniziative, le seguo dall’anno scorso e le trovo sempre più divertenti oltre che educative. Il 20 dicembre siamo stati a “Ti accompagno per MANN” e abbiamo seguito uno dei due percorsi del Servizio Educativo, incrociando proprio questi reporters che hanno intervistato molti di noi.

L’articolo descrive molto bene l’attività svoltasi ed è molto piacevole da leggere.

Un po’ “tendenziosa” trovo tuttavia la domanda, sottesa nell’articolo e posta esplicitamente ai bambini: “invece di andare al Museo non avresti preferito andare al parco?”

Prima di tutto stranamente nella prima intervista questa domanda (“non avresti preferito andare al parco?”), posta a voce dal giornalista (io c’ero), è stata tagliata ed è stata trasformata nella sovrascritta: “…e ti stai divertendo?”, che non è affatto la stessa cosa, per cui la conseguente risposta della bimba: “non lo so, è difficile dirlo” assume un altro significato.

Io credo che una cosa non escluda l’altra.

Il momento ludico allo stato puro non esclude l’imparare divertendosi. E c’è (anzi ci dovrebbe) essere il tempo per l’uno e per l’altro. E per fortuna oggi come oggi ci sono tante di queste iniziative che consentono di far avvicinare i bambini alla Storia e all’Arte senza annoiarli (quando eravamo piccoli noi non si può dire lo stesso).

Quest’estate ho visitato il Museo di Van Gogh a Amsterdam e i bambini seguivano una caccia al tesoro pensata per loro: oggi posso affermare che l’attività proposta dal Servizio Educativo del Museo Archeologico di Napoli non ha nulla da invidiare a quella dei musei europei!

Per questo poco conta la domanda dell’inizio così come quella che chiude l’articolo “quanto apprende realmente un bambino dopo  una visita didattica in un museo? Cioè, quanto un laboratorio didattico ben confezionato, come quelli del Mann, appaga davvero i bisogni di un ragazzino e non solo l’orgoglio del genitore illuminato, che decide di trascinarlo in mezzo alle opere d’arte antica invece di lasciarlo scorazzare al parco o a casa di un amichetto?”.

Conta che oggi vale sempre meno, per fortuna, la critica mossa negli anni 70 da Argan “I Musei italiani hanno il pregio di essere antichi ed il torto di essere vecchi”, con cui conclude lo stesso articolo.

Quindi: evviva la didattica museale per bambini!

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