Brucia Città della Scienza

Pensavamo di avere tempo. Pensavamo che certi posti fossero talmente radicati, amati e tenuti stretti che non ci fosse fretta.

E invece, non abbiamo fatto in tempo a pianificare un post su uno dei posti più amati dai bambini della città: Città della Scienza.

Non abbiamo fatto in tempo ed è un peccato.

Un dolore.

la casetta in costruzione

Perchè Città della Scienza è andata a fuoco ieri sera. Tutti i padiglioni con il museo interattivo, il Planetario, il cinema 4 D e l’Officina dei Piccoli.

Quell’Officina dei Piccoli tanto amata da tanti bambini napoletani e da mio figlio, che praticamente ogni domenica mi chiedeva di andare lì per giocare alla casetta in costruzione, con casco e mattoni, decine di bambini/operai che insieme costruivano una vera e propria casetta, di partecipare ai laboratori di ceramica, disegno, manipolazione, di scivolare dallo scivolo, ma sempre facendo prima una sosta sulla casetta sull’albero che ospitava un mucchio di libri ammassati qua e là.

E poi, a curiosare al formicaio, chiacchierare col simpatico avatar che spuntava da una parte all’altra dei padiglioni, ad assistere agli esperimenti o farne noi stessi…

città della scienza
Le parole si spezzano ripensando a un posto così bello e unico, un gioiello per la nostra città, del quale oggi restano solo macerie e muri perimetrali, che rappresentava un’autentica risorsa per i bambini della nostra città.
Il pensiero corre al Teatro Galilei 104, dove le Nuvole organizzano il teatro per i piccoli. L’unica struttura rimasta in piedi e non attaccata dalle fiamme. Forse in questi momenti di sgomento si potrebbe pensare di ripartire da lì, proprio da questo luogo destinato ai bambini.

In questa città così meravigliosa. Così tormentata.

Metro dell’Arte – Università

Dopo il bagno di BLU della Metro di Toledo, Università vi stupirà per i colori “new generation” perchè si ispira al mondo delle conoscenze del nuovo Millennio e alla tematica della “rete”,  sia rete web sia rete delle sinapsi della conoscenza.

Pavimenti e pareti colorate e specchiate, sculture e pannelli “lenticolari” (che suscitano l’idea del movimento e del 3D quando il viaggiatore si sposta) per i bambini non avranno bisogno di troppe spiegazioni, per voi ci sono le spiegazioni della guida.

Un altro tassello della “caccia al tesoro” dei bambini. Trovate l’unica figura di essere umano, attenti, è ben nascosta. E poi chiedete ai grandi di spiegarvi chi è, quest’uomo così famoso con la corona d’alloro e il naso grande… Lo ritroveremo ancora nel nostro percorso.

Le mattonelline bianche sulle pareti all’uscita di Piazza Bovio potranno insegnarvi “nuove parole” del nuovo Millemmio (Internet, ecomobility…). Da qui, imboccherete Via Depretis, passerete intorno al Maschio Angioino (il mastio-castello simbolo di Napoli) e arriverete al Teatro San Carlo, dove avrete già prenotato la visita guidata al 0817972468 .

"Ikon" e "synapsis"

“Ikon” (light box in 3D) e la scultura “Synapsis”

Conversation Profiles

“Conversation Profiles”, sculture in corian nero

l'”alfabeto di segni”

Dante Alighieri, nascosto nel profilo degli scalini

Dante Alighieri, nascosto nel profilo degli scalini

Metro dell’Arte -Toledo

La stazione metro più bella d’Europa – Il teatro (moderno) più antico – Gli appartamenti reali più lussuosi.

E’ la mia proposta (appena sperimentata) per passare mezza giornata a godersi il “bello puro”.

In questo post partiamo dalla Fermata Toledo della Metropolitana linea 1.

Avete fatto il biglietto Unico al tabaccaio (1,20€)? io non ho ancora le idee chiarissime, ma per la Metro pare che sia gratis sotto i 6 anni, mentre per i bus (ANM) viaggia gratis un bambino per ogni adulto.

La stazione (progettata da un architetto spagnolo.. meglio: catalano) che il Daily Telegraph ha definito la “stazione più bella d’Europa”, darà ai vostri bambini l’idea di un viaggio nei colori, mentre i più grandi potranno imparare qualcosa della storia di Napoli. Leggete le informazioni da questa guida (vi si accede da qualsiasi profilo facebook)

Prima di tutto i bambini si divertiranno ad arrampicarsi e affacciarsi dai pozzi di luce della piazza pedonale sovrastante.

La piazza di accesso con i pozzi di luce

La piazza di accesso con i pozzi di luce

arrampicati sul vetro di uno dei pozzi di luce

arrampicati sul vetro del “Crater de Luz”

Il cavaliere di Toledo e, in primo piano, un "posso di luce"

Il cavaliere di Toledo e, in primo piano, un “pozzo di luce”

Dopo la prima scalinata il mosaico della Ferrovia di Napoli è immerso nel GRIGIO SCURO che ricorda l’asfalto della città contemporanea.

Il grande Mosaico della "Ferrovia di Napoli"

Il grande Mosaico: “La Ferrovia di Napoli” – nel grigio

Il mosaico si “legge” da destra verso sinistra, seguendo il filo rosso che parte dalla decapitazione di San Gennaro, il patrono di Napoli. Ci fermiamo per vedere che il santo è raffigurato senza testa e per raccontare due storie: la prima, famosa, quella sangue che si scioglie ogni anno nell’ampollina per il tradizionale miracolo. Ma ai più grandicelli raccontiamo anche un’altra storia: San Gennaro fu ucciso dagli uomini perché gli animali (loro sì che avevano un cuore!) si erano rifiutati di farlo. Infatti secondo la tradizione inizialmente egli era stato condannato ad essere sbranato dalle belve nell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli ma le belve si accucciarono mansuete ai suoi piedi. Questa parte della storia non è nel mosaico, ma è l’inizio della nostra piccola “caccia al tesoro” per bambini: nel percorso dovrete trovare un quadro dove si vedono le belve che si rifiutano di uccidere San Gennaro. Ai grandi possiamo dirlo: lo vedremo a Palazzo Reale.

Il “filo rosso” che parte dal Santo diventa poi il tracciato della ferrovia (la più antica metropolitana d’Italia, oggi chiamata “Linea 2”). Si possono vedere varie figure, descritte nella guida, tra cui i due uomini con gli strumenti antenati di tamburello e tamorra, l’uomo albero, il mondo su zampe, l’uomo megafono, l’uomo e il suo doppio, l’uomo-compasso e l’uomo-cannocchiale (in effetti sarebbe un teodolite, ma per i bimbi fa lo stesso) su cui i vostri bimbi si divertiranno a dare stupefacenti interpretazioni. Quelle “vere”, potete leggerle ancora qui (e seguenti): ma le loro idee saranno di certo più creative! E se c’è una bella storia che i vostri bambini immaginano o disegnano su questi personaggi, mandatecela (in commento qui sotto): le più belle riceveranno in premio la “le coccarda del viaggiatore” qui.

Di fronte al mosaico, si vedono i resti della fortificazione aragonese (vecchia di ben 500 anni!) che gli archeologi hanno trovato durante lo scavo: sono costruite con il caratteristico tufo GIALLO napoletano. Ma le più antiche tracce dell’uomo in questa Stazione, sono un campo arato del Neolitico (più di 5.000 anni fa!): non si vedono qui ma sono un calco nel corridoio tra le stazione Metro1 Museo e Dante (se ci passerete, ricordatevi di vederlo).

Le seconde scale conducono al secondo mosaico, “Bonifica dei quartieri bassi di Napoli”.

Il trasloco - verso il giallo

Il trasloco – verso il giallo

Più di cento anni fa, a Napoli, per migliorare la scarsa igiene causa di malattie, ci fu il “Risanamento”, cioè alcune zone vennero “bonificate”: furono abbattute case per costruire al loro posto larghi viali e piazze (Corso Umberto, piazza Nicola Amore etc.). Molte persone furono perciò costrette a lasciare la città: il mosaico le raffigura mentre le osserva un gatto (copiato da un mosaico di Pompei), e il filo rosso della metropolitana sullo sfondo ci ricorda che l’idea di Lamont Young, di costruire una Ferrovia Metropolitana, nacque proprio per aiutare a ritornare in città costoro che non vi abitavano più.

Le scale che scendono da qui sono immerse nel GIALLO, il colore della pietra con cui si costruiva nell’antichità.

Le ultime scale mobili sono mozzafiato, una discesa nel blu perchè si sta oltrepassando il livello del mare… e anche se i vostri bimbi faranno paragoni con le mattonelle del vostro bagno, sappiate che è segno di grande apprezzamento! Non dimenticate di mostrare loro le “Olas”, le onde in rilievo sulle pareti delle scale. Quindi la foto più bella, quella delle scale, non la metto… fatela voi 🙂

nel blu - sotto il livello del mare (Crater de Luz)

nel blu – sotto il livello del mare (“Crater de Luz”)

Finite le scale, percorrete il corridoio mantenendovi al centro: così potete mostrare ai bambini che mentre camminate le immagini delle onde ai lati sembrano muoversi (è la tecnica “lenticolare”).

Ora prendete la metro, direzione “Università”.

Alla prossima!!